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Francesco ha 26 anni, lavora come operaio specializzato nella gestione di macchine a controllo numerico e ha una grande passione per l'informatica.
Ogni sera, dopo il lavoro, segue dei corsi di programmazione e passa molte ore del suo tempo libero davanti al computer, non solo per divertimento, ma con l'obiettivo di migliorare la sua preparazione e poter coglier possibilità di lavoro nel settore.
Per questa sua passione viene aiutato a perfezionarsi da Michele che sta frequentando la facoltà di Ingegneria Informatica.
Dopo il conseguimento della laurea di quest'ultimo, decidono di realizzare un loro sogno comune e tentare un'avventura imprenditoriale.
Costituiscono una società di persone specializzata in lavori di grafica e rendering.
Il settore è in espansione (soprattutto per i servizi innovativi) e mentre uno si dedicherà all'attività di elaborazione del software, l'altro si occuperà in parte di programmazione e in parte di ricerca nuovi clienti.
Francesco, entusiasta dell'iniziativa, mette a disposizione gratuitamente alcuni locali della grande abitazione dei suoi genitori come sede operativa della società e una linea telefonica.
Il socio-amico Michele apporta alcuni clienti precedentemente acquisiti; le spese per la strumentazione tecnica e per i software vengono divise a metà.
Per alcuni mesi tutto procede bene: cominciano ad essere conosciuti e apprezzati sul mercato.
Tuttavia, a mano a mano che crescono professionalmente qualcosa inizia a non funzionare nella loro società.
Discutono e si trovano spesse volte in conflitto perché nessuno dei due vuole sottostare alla leadership dell'altro: entrambi vorrebbero imporre le rispettive condizioni e far valere la propria supremazia motivandola con l'apporto dei primi clienti piuttosto che con la disponibilità gratuita della sede e degli uffici. Quando si presenta la necessità di inserire un collaboratore entro breve tempo, non concordano neppure su tale scelta.
Le divergenze diventano pesanti: Francesco e il suo socio non riescono a capire l'importanza del lavoro di entrambi e la necessità di ruoli definiti e di accordo che vada nella direzione del successo imprenditoriale. Il conflitto si acuisce a tal punto da richiedere l'intervento di due legali e i costi per la gestione delle incomprensioni si fanno molto elevati.
Francesco e Michele non riescono a cogliere e valorizzare i punti di forza e il lavoro langue; a nulla vale constatare che la loro attività è apprezzata e stimata dai clienti. Dopo qualche tempo la società viene chiusa tra polemiche, debiti e ripicche da entrambe le parti.
Una buona occasione è andata perduta sia per l'uno sia per l'altro.
Francesco oggi sostiene di aver imparato una dura lezione e la sintetizza così:
Le principali cause di insuccesso sono state:
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Referenti: Marcella Campeotto, Nicoletta Riato, Federica Serafin