inizio pagina
Con questo menù puoi accedere velocemente a:

Dimensione caratteri: dimensioni carattere: normale | dimensioni carattere: medio | dimensioni carattere: grande |
icona alto contrasto ALTO CONTRASTO  | 
Contattaci | PEC | Indirizzi utili | Link utili | Mappa | Accesso rapido | FAQ |

- Home Page / Bisogni / di Indici ISTAT e prezzi Borsa Merci / Informazioni generali

inizio informazioni

Indice dei Prezzi al consumo Nazionale

Gli indici dei prezzi al consumo elaborati dall'ISTAT misurano le variazioni nel tempo del livello dei prezzi che si formano nelle transazioni relative ai beni e servizi venduti alle famiglie ovvero l'inflazione.

In particolare, questo indice è calcolato con riferimento a:

  • una popolazione costituita dalle sole famiglie di lavoratori dipendenti extra-agricoli, con capofamiglia in posizione professionale di operaio o impiegato;
  • un territorio limitato alle 20 città capoluogo di regione;
  • un paniere fisso di beni e servizi rappresentativo dei principali consumi delle famiglie di operai e impiegati, nell'anno scelto come base;
  • una struttura di pesi corrispondenti all'importanza di ciascun prodotto o gruppo di prodotti nei consumi della popolazione di riferimento per ciascuna regione;
  • rilevazioni dei prezzi in circa 33.000 punti vendita e rilevazioni degli affitti in 11.000 abitazioni, in complesso vengono rilevati mensilmente circa 332.000 quotazioni di prezzo.

Le rilevazioni correnti sui prezzi al consumo svolte dall'Istituto Nazionale di Statistica danno luogo ad un sistema di indici costituito da:

  • indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC)
    è utilizzato come misura dell'inflazione a livello dell'intero sistema economico: è l'indicatore di riferimento in Italia per la misura dell'inflazione a livello macroeconomico;
  • indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati (FOI)
    comunemente conosciuto come "costo della vita": si riferisce ai consumi dell'insieme delle famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente extragricolo (operaio o impiegato). È l'indice usato per adeguare periodicamente i valori monetari, ad esempio gli affitti o gli assegni dovuti al coniuge separato;
  • indice armonizzato comunitario dei prezzi al consumo (IPCA)
    è stato sviluppato per assicurare una misura dell'inflazione comparabile a livello europeo. Infatti, viene assunto come indicatore per verificare la convergenza delle economie dei paesi membri dell'Unione Europea. Tale indice viene calcolato e pubblicato dall'Istat e inviato all'Eurostat mensilmente secondo un calendario prefissato.

I tre indici si basano su un'unica rilevazione e sulla stessa metodologia di calcolo, condivisa a livello internazionale.

NIC e FOI si basano sullo stesso paniere, ma il peso attribuito a ogni bene o servizio è diverso nei due indici, a seconda dell'importanza che i diversi prodotti assumono nei consumi della popolazione di riferimento: per il NIC la popolazione di riferimento è l'intera popolazione italiana, per il FOI è l'insieme di famiglie che fanno capo a un operario o un impiegato.

L'IPCA ha in comune con il NIC la popolazione di riferimento, ma si differenzia dagli altri due indici poichè si riferisce alla spesa monetaria per consumi finali sostenuta esclusivamente dalle famiglie; esclude inoltre, sulla base di regolamenti comunitari, alcuni prodotti come, ad esempio, le lotterie, il lotto e i concorsi pronostici.

Un'ulteriore differenziazione fra i tre indici riguarda il concetto di prezzo considerato: il NIC e il FOI considerano sempre il prezzo pieno di vendita. L'IPCA si riferisce invece al prezzo effettivamente pagato dal consumatore. Ad esempio, nel caso dei medicinali, mentre per gli indici nazionali viene considerato il prezzo pieno del prodotto, per quello armonizzato europeo il prezzo di riferimento è rappresentato dalla quota effettivamente a carico delle famiglie. Inoltre, l'IPCA tiene conto anche delle riduzioni temporanee di prezzo (saldi, sconti e promozioni).

Gli indici nazionali NIC e FOI sono prodotti anche nella versione che esclude dal calcolo i tabacchi, ai sensi della Legge n.81 del 1992.

Utilizzo dell'indice dei prezzi

L'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati viene utilizzato in genere per le seguenti rivalutazioni:

  1. canoni di affitto
    si effettua in genere una volta all'anno in corrispondenza del primo canone di affitto usando il 75% della variazione annua. (Occorre controllare nel proprio contratto di locazione le condizioni specifiche riferite alla rivalutazione): per esempio, per un contratto di locazione con un canone mensile di 500 euro, in sede di rinnovo a dicembre 2002, si utilizza la percentuale 2,7 e si calcola il 75% facendo:
    (2,7 x 75)/100 = 2,0%
    quindi il canone pari ad € 500,00 si aggiornerà in
    € 500,00 + (500,00 x 2,0%) = € 510,00;
  2. assegni di mantenimento;
  3. somme o crediti maturati in periodi passati.
Sei nella pagina Informazioni generali della sezione di Indici ISTAT e prezzi Borsa Merci

torna alla pagina precedentePagina precedente

Menù per le proprie necessità

io

chi sono

creo

ho bisogno di

cerco

ricerco


Menù dell'Ente camerale

noi

l'ufficio giusto

iniziative

strutture collegate

prima passa all'urp


I nostri riferimenti
«   I numeri della Camera di Commercio (P.IVA, conto corrente...)   »
| torna al menù principale della pagina » |